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Dipendenti pubblici e lavoro sportivo: i parametri da rispettare


In attuazione del decreto legislativo n. 120/2023 — il 14 novembre 2023 — è stato firmato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, il decreto ministeriale con cui vengono fissati i parametri per la gestione delle richieste dei dipendenti pubblici che intendono lavorare nello sport a titolo oneroso.


Il testo del decreto, adottato di concerto con il Ministro per lo Sport e i giovani, sentiti il Ministro della Difesa, il Ministro dell'Interno, il Ministro dell'Istruzione e del merito e il Ministro dell'Università e della ricerca, pone anzitutto l’accento sull’assenza di cause di incompatibilità e conflitto di interessi per i dipendenti pubblici che desiderano intraprendere l’attività lavorativa nello sport. Invero, è fondamentale che l’attività sportiva non comprometta l’efficienza del servizio pubblico, né l’indipendenza del lavoratore. Per i dipendenti a tempo pieno, tra l’altro, l’attività sportiva non deve superare il 50% dell’orario lavorativo settimanale.


In relazione all’attività di puro volontariato, la nuova disciplina prevede che qualora l’attività svolta dal dipendente pubblico, nell’ambito di associazioni e società sportive dilettantistiche, assuma i caratteri del puro volontariato — ossia venga svolta in modo personale, spontaneo e gratuito — ex art. 29 del decreto legislativo n. 36/2021, sia necessario effettuare una comunicazione preventiva alla propria amministrazione di appartenenza circa le attività che si daranno a svolgere presso gli enti sportivi dilettantistici. Giova sottolineare che, a differenza del previgente sistema, al dipendente pubblico possono essere riconosciute esclusivamente spese documentate e/o di trasferta sostenute fuori dal comune di propria residenza.


In tutti gli altri casi, al riconoscimento di un compenso o rimborso forfettario legato alle attività svolte, sia in veste di atleta che in qualità di collaboratore sportivo, a causa delle modifiche all’art. 67 del TUIR, sorgerà l’acquisizione dello status di lavoratore. Di conseguenza, sarà necessario iscriversi alla gestione separata dell'INPS e versare i contributi previdenziali sulle somme che superano la soglia annua di 5mila euro. Inoltre, sarà obbligatorio ottenere preventivamente l'autorizzazione dalla propria amministrazione per instaurare un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa con l'ente sportivo dilettantistico, oppure procedere con l'apertura della partita IVA.


Con riferimento all’autorizzazione, il legislatore ha previsto l’applicazione del meccanismo del silenzio-assenzo; superati i 30 giorni dalla presentazione della richiesta, qualora non venga fornita l’autorizzazione né venga comunicato il rigetto, la richiesta è da ritenersi come accettata.


Da ultimo, è doveroso precisare che tale regime non si applica al personale militare o dei Corpi civili dello Stato quando svolge attività sportiva in qualità di militari, né a atleti, quadri tecnici, arbitri/giudici e dirigenti sportivi delle Forze Armate e dei Corpi Armati non statali.


Dott. Mario Piroli


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