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Il caso Ibra e la violazione del Codice Etico FIFA


Nella giornata di ieri media esteri e nazionali hanno riportato una notizia secondo cui il calciatore Zlatan Ibrahimovic sarebbe titolare del 10% delle azioni di una società di scommesse con sede a Malta, che a sua volta è azionista unico di una agenzia di scommesse.

Tale attività — nel caso in cui fosse verificata e confermata, tramite indagine svolta dalla Commissione Etica FIFA — risulta violare quanto disposto dall’art. 26, rubricato “Involvement with betting, gambling or similar activities”, del Codice Etico della FIFA nonché quanto disposto dall’art. 12, comma 2, del Codice Etico della UEFA.

In particolare, il sopracitato art. 26 del Codice Etico della FIFA oltre a vietare ad i calciatori la partecipazione diretta o indiretta nelle scommesse relative a partite di calcio o competizioni e/o qualsiasi attività legata al calcio, prevede, nel comma 2, che non sia possibile avere interessi, che siano diretti o indiretti (anche tramite terze parti), in società che si occupano di scommesse sportive sul calcio. Con il termine “interessi” — si legge nella norma — si intende far riferimento ad “any possible advantage for the persons bound by this Code themselves and/or related parties”.


Il successivo comma 3 della norma in esame indica le possibili conseguenze per coloro che violano quanto sopra detto; in particolare viene prevista una sanzione di minimo 100.000 Franchi Svizzeri (a cui vanno poi aggiunte eventuali somme di denaro indebite ricevute) ed una squalifica dall’attività calcistica per un massimo di 3 anni.


In aggiunta, va poi considerato il Codice Etico della UEFA; nel caso in esame, l’attaccante del Milan avrebbe violato la lett. b) dell’art. 12, comma 2, la quale dispone che “chi partecipa direttamente od indirettamente in scommesse o attività simili relative ai match oppure chi ha interessi finanziari diretti od indiretti in dette attività” danneggi l’integrità delle competizioni. Le relative sanzioni sono in seguito irrogate dal Control, Ethics and Disciplinary Body UEFA e possono variare da una diffida ad una squalifica dall’attività calcistica per un minimo di 3 match.


Va da ultimo sottolineato come sia le decisioni emanate dall’organo FIFA che dall’organo UEFA siano passibili di impugnazione innanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna.


Dott. Mario Piroli

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